Sulle colline UNESCO del Prosecco Conegliano Valdobbiadene

Panorami mozzafiato, filari secolari e l’essenza di un territorio Patrimonio dell’Umanità.

Nel 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state iscritte nella World Heritage List durante la 43ª Assemblea UNESCO a Baku. Un riconoscimento che celebra la straordinaria armonia tra natura, lavoro dell’uomo e paesaggio.

Le colline di Farra di Soligo, cuore pulsante del paesaggio UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono un mosaico di vigne eroiche, boschi, cascate e terrazze. Qui la viticoltura si fa a mano, tra filari e panorami, dando vita all’eccellenza del Conegliano‑Valdobbiadene DOCG.

Itinerari come il Gor della Cuna e le Torri di Credazzo regalano scorci spettacolari e esperienze autentiche, tra torrenti, foreste e vista che spazia sul Montello e oltre. Su queste alture, chiesette silenziose, edifici sacri o eremi si intrecciano con la natura e la storia, offrendo un’escursione arricchente dal punto di vista paesaggistico, culturale ed enologico.

Dove la natura si fa arte e il vino racconta il paesaggio.

Tra pendii modellati dal lavoro dell’uomo e filari che seguono il ritmo delle stagioni, le colline di Farra di Soligo offrono uno spettacolo che unisce armonia, gusto e tradizione. Qui ogni scorcio è un dipinto vivo, ogni sorso di Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG una storia da assaporare. Un paesaggio da vivere con tutti i sensi.

Queste colline non sono solo vigneti: sono la memoria viva di chi le ha percorse, coltivate, difese.
Camminare tra queste alture significa immergersi in una cultura millenaria fatta di fatica, bellezza e rispetto per la terra.

I tre elementi che hanno reso unico questo paesaggio

Il riconoscimento UNESCO si fonda su tre caratteristiche distintive:

Gli hogback

Una conformazione geomorfologica rara, fatta di rilievi ripidi e allungati in direzione est-ovest, intervallati da valli parallele. Questo profilo naturale, che si estende da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, dona al territorio un carattere inconfondibile.

I ciglioni inerbiti

Una tecnica agricola antica e sostenibile che utilizza terra e manto erboso al posto della pietra per modellare i terrazzamenti. I ciglioni consolidano i versanti, riducono l’erosione e testimoniano l’ingegno con cui l’uomo ha saputo adattarsi a un ambiente difficile, mantenendo viva una tradizione secolare.

Un mosaico di vigne e bosco

Il lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha creato un paesaggio “a mosaico”: vigneti intervallati da boschi, prati e zone naturali. Un equilibrio che non solo arricchisce la bellezza visiva, ma assicura anche biodiversità e servizi ecosistemici di qualità.